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DOCUMENTO DI TRASPORTO E CAMPIONARIO

Relativamente ai campionari bisogna distinguere fra due ipotesi, e cioè che il campionario non sia altro che un insieme di campioni senza valore, di modico valore, appositamente contrassegnati e non vendibili; oppure che il campionario sia composto da beni identici o simili a quelli di normale vendita e di valore più o meno rilevante.
Nel primo caso, poiché le cessioni di campioni senza valore non sono considerate cessioni di beni (art. 2, co. 6, lett. d), D.P.R. 633/1972) nessuna formalità è prevista per la loro movimentazione, utilizzo, ecc.
Nella seconda ipotesi, si tratta invece di vincere la presunzione di cessione di beni immessi nel campionario (art. 53, D.P.R. 633/1972) e, pertanto, deve essere emesso un documento di trasporto (destinatario l’agente o il rappresentante), con causale “conto campionario”, con l’elencazione dei beni che compongono il campionario stesso. Per quanto riguarda la sostituzione del campionario (o anche la sua variazione), l’agente emetterà per la restituzione del campionario stesso un suo documento di trasporto, destinataria la Casa mandante (con riferimento al documento precedente) e la stessa Casa mandante emetterà ovviamente un nuovo Ddt per la consegna del nuovo campionario, oppure modificherà o integrerà il vecchio documento. Dopo l’abolizione della bolla, non è più obbligatorio che il Ddt accompagni il campionario a bordo dell’autoveicolo dell’agente. Il documento di trasporto emesso dalla Casa mandante dovrà però essere conservato ai sensi dell’art. 39, D.P.R. 633/1972.