Consult è un Marchio Registrato
     Società Specializzata Consulenza Fiscale
           Vendita Diretta - Incaricati alle Vendite

Entra nell'Area Pubblica

  Visualizza la scheda di certificazione  

Invia un tuo Quesito

  
  

|.Home| Dove siamo | Indice Mappa  | Privacy |

 
REGOLE CUMULO PENSIONI/REDDITI

La materia dell’incumulabilità totale o parziale dei trattamenti pensionistici con i redditi di lavoro dipendente e autonomo è piuttosto complessa e articolata soprattutto per l’evoluzione della tipologia di redditi.

Individuazione dei redditi di lavoro autonomo: Partiamo dall’individuazione dei redditi di lavoro autonomo che ha operato il nostro maggiore istituto di previdenza (INPS). Va innanzitutto segnalato che, secondo l’articolo 6, comma 3, del Tuir, i redditi delle società in nome collettivo e in accomandita semplice, da qualsiasi fonte provengano e quale che sia l’oggetto sociale, vengono considerati redditi di impresa e sono determinati unitariamente secondo le norme relative a tali redditi. Si devono ritenere compresi nei redditi da lavoro autonomo tutti i redditi comunque ricollegabili ad attività di lavoro svolte senza vincolo di subordinazione, prodotti sia in Italia che all’estero. Come dire non solo i redditi prodotti dai coltivatori diretti, coloni, mezzadri, imprenditori a titolo principale, ma anche ogni altro compenso percepito per attività di lavoro autonomo, anche occasionale, indipendentemente dalle modalità di dichiarazione ai fini fiscali.

Ecco una serie di redditi da considerare da lavoro autonomo ai fini del cumulo:

  • i compensi percepiti per l’esercizio di arti e professioni;

  • i redditi di impresa connessi ad attività di lavoro;

  • le partecipazioni agli utili derivanti da contrattii associazione in partecipazione quando l’apporto è costituito dalla prestazione di lavoro;

  • i compensi percepiti per rapporti di collaborazione, come quelli derivanti dagli uffici di amministratore, sindaco e revisore di società ed enti, dalla collaborazione a giornali, riviste, enciclopedie e simili, dalle attività riguardanti incarichi di presidente di enti o associazioni, dei componenti dei rispettivi consigli o comitati e così via;

  • le indennità percepite per gli incarichi di presidente e di membro di organi collegiali.

    Artigiani e commercianti: Si tratta del reddito di impresa dichiarato ai fini dell’IRPEF, al netto dei contributi previdenziali e assistenziali, nonché delle eventuali perdite deducibili imputabili all’anno di riferimento del reddito. Quando l’intero reddito di impresa, ai fini fiscali, venga attribuito al titolare, per l’applicazione del regime di incumulabilità della pensione, il titolare dell’impresa artigiana o commerciale deve indicare la quota di spettanza di ciascun collaboratore, con riferimento alla quantità e qualità del lavoro svolto..

    Il divieto di cumulo non si applica nei seguenti altri casi:

  • titolari di pensioni a carico delle forme di previdenza esclusive e sostitutive (Stato, INPDAP e così via), del regime generale INPS quando gli importi sono esclusi dalla base imponibile ai fini dell’IRPEF;

  • pensionati assunti con contratti di lavoro a termine quando la durata dei contratti non superi complessivamente le 50 giornate nell’anno solare, qualunque sia l’entità delle retribuzioni percepite dal pensionato.
    In caso di superamento, nel corso dell’anno, delle 50 giornate di lavoro, il divieto di cumulo scatta per la totalità delle giornate di lavoro effettuate;

  • redditi derivanti da attività svolta nell’ambito di programmi di reinserimento degli anziani in attività socialmente utili, promosse da enti locali e altre istituzioni pubbliche e private. I redditi percepiti non danno luogo al diritto alle prestazioni previdenziali in quanto non sono soggetti alle contribuzioni previdenziali. Questa incumulabilità totale vale anche per le pensioni di anzianità;

  • le indennità percepite dagli amministratori locali e le indennità comunque connesse all’esercizio di un mandato pubblico elettivo (ad esempio: indennità di carica degli amministratori locali, le indennità percepite dai presidenti e membri dei Consigli regionali e dai parlamentari nazionali ed europei); questa cumulabilità totale vale anche per le pensioni di anzianità;

  • pensionati che svolgano attività in qualità di lavoratori agricoli con qualifica di salariati fissi, di giornalieri di campagna e assimilati (ora lavoratori a tempo indeterminato e a tempo determinato) e in qualità di lavoratori addetti ai servizi domestici e familiari (per la pensione di anzianità l’esclusione vale solo quando scatta il trattamento più favorevole);

  • pensionati che, da una data anteriore al 1’ febbraio 1991, prestano servizio alle dipendenze dell’Unione Europea;

  • le indennità previste per il giudice di pace sono cumulabili con i trattamenti pensionistici e di quiescenza comunque denominati. Questa cumulabilità vale, perciò, anche per le pensioni di anzianità.

  • i

    Entra nell'area riservata per scaricare prospetti e tabelle o entra nell'area quesiti, potrai ricevere una risposta entro 48 Ore.       

    Esperti al tuo servizio