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ACCONTO DELLE TASSE DI NOVEMBRE

SCADENZA ACCONTO TASSE: Il consueto appuntamento con l’acconto autunnale relativo alle imposte sui redditi (IRPEF) e l’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) decorre dal 1 Novembre. IL 30 Novembre è una data da non dimenticare, in quanto è l’ultimo giorno utile per il versamento della seconda o unica rata di acconto per IRPEF ed IRAP relative all’esercizio in corso. Il versamento del secondo acconto non è rateizzabile.

NORMA GENERALE: In via generale, sono obbligati al versamento dell’acconto IRPEF ed IRAP tutti i contribuenti che hanno presentato o comunque avrebbero dovuto presentare la Dichiarazione dei Redditi per il periodo d’imposta precedente e che hanno indicato un debito d’imposta superiore a Euro 51,65 per IRPEF ed IRAP.

CHI E’ ESONERATO DAL VERSAMENTO : Sono esonerati dall’obbligo di versamento dell’acconto i contribuenti che si trovano nelle seguenti condizioni:

  • nel precedente anno non hanno avuto reddito (ad es. per inizio di un’attività di lavoro autonomo o d’impresa);

  • nel presente anno non hanno avuto (non avranno) redditi (ad es. per cessata attività);

  • non hanno presentato la Dichiarazione dei Redditi per l’anno precedente, perché non obbligati (ad es. il lavoratore dipendente con solo la certificazione unica Cud);

  • nell’esercizio precedente, pur avendo dichiarato redditi imponibili, nulla hanno versato all’atto della dichiarazione perché avevano già subito ritenute in misura corrispondente o eccedente il debito d’imposta (ad es. quasi tutti i lavoratori dipendenti, pensionati e taluni lavoratori autonomi);

  • hanno la certezza di non essere soggetti nella dichiarazione per l’esercizio in corso ad un’imposta (al netto delle detrazioni, crediti d’imposta e ritenute) superiore ai limiti sopraindicati;

  • hanno conseguito esclusivamente redditi tassati alla fonte a titolo d’imposta (ad es. interessi sui depositi bancari e postali, interessi sui BOT o sui titoli pubblici, provvigioni percepite in qualità di Incaricato alle Vendite a Domicilio);

  • hanno conseguito solo redditi totalmente esenti dalle imposte sui redditi;

  • non hanno legittimamente presentato la dichiarazione dei redditi in quanto esonerati, perché ad esempio:
    - lavoratori dipendenti o pensionati con un solo reddito percepito da un unico datore di lavoro o ente, senza oneri deducibili o detraibili da far valere;
    - lavoratori dipendenti con redditi percepiti da più datori di lavoro conguagliati dall’ultimo datore di lavoro e, ovviamente, senza oneri deducibili o detraibili;
    - possessori di redditi di lavoro dipendente come nei precedenti casi e di abitazione principale il cui reddito fondiario è stato completamente abbattuto dalla specifica deduzione.

    COME SI CALCOLA L’IMPORTO DELL’ACCONTO IRPEF: La quota di acconto ai fini Irpef è del 99%. Pertanto l’acconto complessivo è pari al 99% dell’imposta dovuta per l’esercizio precedente. La base di calcolo è costituita dall’imposta del periodo precedente diminuita delle detrazioni, dei crediti d’imposta ed elle ritenute d’acconto spettanti. Il totale di quanto dovuto a titolo di acconto d’imposta deve essere versato:

  • in un’unica soluzione, entro il mese di novembre, se l’importo dovuto (cioè il 99% dell’imposta relativa all’anno precedente) non è superiore a Euro 257,00: ciò perché la legge stabilisce che il versamento deve essere effettuato in due rate, salvo che il versamento da effettuare alla scadenza della prima rata non superi Euro 103,00 (Euro 257 x 40% = Euro 103,00);

  • in due rate, se l’importo dovuto è pari o superiore a Euro 257,00, di cui:
    - la prima rata entro il termine previsto per il versamento dell’imposta a saldo per il periodo d’imposta precedente, nella misura del 40%;
    - la seconda rata nel mese di novembre dell’anno a cui si riferisce l’acconto, nella restante misura del 60%).

    N.B.: I contribuenti che hanno usufruito della possibilità di versare le imposte a saldo e la prima rata di acconto entro il 20 Luglio, hanno pagato le somme dovute con una maggiorazione pari allo 0,40%; maggiorazione che in sede di versamento non era evidenziata separatamente. Per determinare l’importo della seconda rata, questi contribuenti dovranno sottrarre dagli importi da pagare la prima rata di acconto, scorporata dello 0,40%.

    CALCOLO DEGLI ACCONTI PER L’IRPEF: I righi delle varie dichiarazioni dei redditi cui far riferimento per il calcolo degli acconti dovuti ai fini IRPEF sono indicati nel prospetto che segue.

       ACCONTO IRPEF   
    Non superiore a Euro 51,65 Non Dovuto
    Superiore a Euro 51,65 ma non a 257,52 Versamento in unica soluzione al 30 Novembre
    Superiore a Euro 257,52 Versamento in due rate pari al:
  • 39,6% di rigo RN31 entro il 16 Giugno
  • 59,4% di rigo RN34 entro il 30 Novembre
  •  

    RICALCOLO DELL’ACCONTO IN BASE AL REDDITO PRESUNTO: L’art. 2 della Legge 23.03.1977, n. 97 consente al contribuente di commisurare l’acconto sull’imposta presumibilmente dovuta per l’anno in corso, sempre al netto delle detrazioni, crediti d’imposta e ritenute d’acconto. In sostanza, per ricalcolare l’acconto d’imposta, si deve considerare la situazione reddituale dell’intero anno e ciò non solo in ordine ai proventi o ricavi, ma anche ai maggiori oneri deducibili o detraibili, detrazioni e crediti d’imposta, a costi e spese di rilevante importo sostenuti nell’esercizio d’impresa o di lavoro autonomo, a componenti reddituali soggetti a tassazione sostitutiva. Il contribuente che ritiene di conseguire un reddito inferiore a quello dell’anno precedente, può evitare di versare a titolo d’acconto un’imposta in eccedenza e di trovarsi, pertanto, in una posizione creditoria. Il calcolo del minor acconto deve, però, essere effettuato con molta cura, per evitare di incorrere nella sanzione del 30% (più gli interessi di mora) applicata nel caso di versamento insufficiente.

    ACCONTO DI NOVEMBRE E COMPENSAZIONE: La compensazione tra crediti e debiti è ammessa sia per i soggetti con Partita che quelli senza Partita IVA. Pertanto i contribuenti possono compensare i crediti IRPEF, IRAP e IVA, risultanti dalla dichiarazione unificata relativa all’anno precedente, nonché i crediti contributivi ammessi a compensazione con l’IRPEF dovuta in acconto. E’ consentito ripartire liberamente le somme a credito tra importi a rimborso e importi da compensare. Gli importi a credito che il contribuente intende utilizzare in compensazione non devono essere necessariamente utilizzati in via prioritaria per compensare i debiti risultanti dalla dichiarazione. La compensazione deve essere effettuata entro la data di presentazione della dichiarazione successiva. Le compensazioni dovranno essere esposte nel modello di pagamento F24.

    ACCONTO DELL’IRAP: La quota di acconto ai fini Irap è del 99%. L’acconto IRAP dovuto va determinato e versato con le modalità e nei termini previsti per le imposte sui redditi (art. 30, D.Lgs. 446/1997). Pertanto, il contribuente dovrà calcolare l’acconto nella misura del 99% del debito d’imposta risultante dalla dichiarazione relativa al periodo d’imposta precedente ed effettuare il versamento dello stesso in due rate: 

  • la prima, dovuta nel termine dei versamenti a saldo della dichiarazione per l’anno precedente, nella misura del 40% dell’acconto e se superiore a Euro 103,00;

  • la seconda, che scade nel mese di novembre dell’anno a cui l’acconto si riferisce, è pari al 60% dell’acconto complessivo dovuto; è, invece, pari all’acconto complessivo, se l’importo della prima rata non ha superato Euro 103,00.
    La base di calcolo dell’acconto IRAP deve essere desunta dai seguenti righi dei vari quadri IQ della dichiarazione IRAP:

  • Mod. UNICO - Persone Fisiche: rigo IQ90;
  • Mod. UNICO - Società di Persone ed equiparate: rigo IQ90.


    REGIME DEI MINIMI: i soggetti che hanno adottato il regime dei minimi a decorrere dall'anno in corso sono tenuti alla determinazione dell'acconto Irpef senza considerare l'adesione al regime dei minimi. Tali soggetti dovranno effettuare il versamento dell'acconto Irpef in relazione alle regole per tale tributo non tenendo conto della nuova assoggettabilità alla imposta sostitutiva del 20%. Tale acconto Irpef sarà detratto dal versamento a saldo dell'imposta sostitutiva. L'unica modalità di determinazione dell'acconto dovuto per l'anno di accesso al regime è il metodo storico con esclusione della possibilità di utilizzare il metodo previsionale. Tali soggetti sono esonerati al versamento in acconto Irap in quanto tale tributo non è dovuto ai fini del regime dei minimi.
    I soggetti che che hanno adottato il regime dei minimi con decorrenza dal precedente anno sono tenuti al versamento dell'acconto dell'acconto dell'imposta sostitutiva risultante dal quadro CM. Per calcolare l'ammontare dell'acconto dovuto con il metodo storico si deve far riferimento a quanto esposto a rigo CM15 Imposta a Debito.

    MODALITÀ DI VERSAMENTO E CODICI TRIBUTO: Il versamento della seconda (o unica) rata di acconto deve essere effettuato nel periodo compreso fra il 1'Novembre e il 30 Novembre. In particolare, i contribuenti non titolari di Partita IVA possono eseguire il versamento dell’acconto utilizzando il modello cartaceo F24, presso qualsiasi banca o qualsiasi agenzia postale. I contribuenti titolari di partita iva devono obbligatoriamente effettuare il pagamento a mezzo del sistema telematico On Line tramite Entratel, Fisco On Line o Remote Banking.
    Il nuovo versamento F24 On Line per i contribuenti possessori di partita Iva è entrato in vigore, obbligatoriamente, con decorrenza dal 01 Gennaio 2007.
    I codici tributo da utilizzare sono i seguenti:

  • 4034 - IRPEF acconto - seconda rata o acconto in unica soluzione;

  • 3813 - IRAP acconto - seconda rata o acconto in unica soluzione;

  • 1799 - Acconto Imposta sostitutiva Minimi.

    Il secondo acconto delle tasse di Novembre non è rateizzabile e deve essere effettuato in unico versamento.
  • SANZIONI E RAVVEDIMENTO OPEROSO: In caso di omesso, insufficiente o tardivo versamento di acconto si applica una sanzione amministrativa del 30% della somma non versata più gli interessi di mora. Qualora il contribuente intenda avvalersi del ravvedimento operoso di cui all’art. 13 del D.Lgs. 472/1997, può versare:

  • entro 30 giorni (cioè entro il prossimo 30 dicembre) l’imposta o la differenza non versata, la sanzione del 2,5% (cioè 1/12 del 30%) più gli interessi nella misura del 1% annuo con maturazione giorno per giorno;  

  • entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno, l’imposta o la differenza non versata, la sanzione del 3% (cioè 1/10 del 30%) più gli interessi nella misura del 1% annuo con maturazione giorno per giorno.  



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